Storia (italiano)

15 anni di lotta e organizzazione

Un pò di storia:

“17 settembre di 1977. Una data che tutti gli argentini dobbiamo ricordare fino alla fine delle nostre vite. 17 settembre 1977, Rosario: il comandante della repressione è l`ineffabile generale di divisione Leopoldo Fortunato Galtieri; la sua mano destra il furbo comandante della Gendarmeria Nazionale, Carlos Augusto Feced.

17 settembre 1977: quella sera è stata assalita la casa dei due cechi dalle forse combinate della repressione. Il blitz è stato preparato con una precisione che avrebbe fatto impalidire perfino il Maresciallo Rommel e il Generale Montgomery assieme. Si è recintato tutto l`isolato, si piazzarono metraglie di fronte e dietro la casa-obiettivo.

I nostri coraggiosi militari-gendarmi-poliziotti si danno animo mentre attacano urlando. Il risultato è perfetto: sequestrano due giovani cechi – marito e moglie – e un bambino di un anno. I tre temibili sovversivi rimassero a disposizione del Comandante Feced (detto “il turco”), calificato nel livro “Nunca más” come torturatore e assasino di “metraglia facile”. I due cechi furono torturati per ottenere l`indirizzo di un capo montonero, fratello del giovane sequestrato. I due non videnti non apparirono più. Il non vidente si chiama Emilio Etelvino Vega, 33enne, il cui aveva perso la vista in un incidente; sua moglie, ceccha, María Esther Ravelo, 23enne, la cui per una malattia virosica perse la vista nell`adolescenza. Entrambi i due si sono conosciuti nella scuola per cechi e si sposarono. Il terzo sovversivo sequestrato era Iván Alejandro Vega, di un anno di vita. (Osvaldo Bayer)

Quella sera non lasciarono nemmeno il cane guida ne la carrozzina del piccolo Iván, il cui alcuni giorni dopo è stato consegnato da una vicina di casa. Quella proprietà dove funzionava la fabbrica di acqua gassata Lodi SRL è stata usurpata dal Comando del Secondo Corpo dell`Esercito durante 17 anni. Il 29 dicembre 1994 i superstiti della famiglia Ravelo ricuperarono la casa della coppia di cechi di Santiago 2815.

Da un primo momento la convizione dei compagni li portò a convertire la casa nella “Casa de la Memoria!. La necessità di mantenere vivo il progetto dei 30001 compagni desaparecidos non è quella di fare una cosa estatica ma pratticare una MEMORIA DINAMICA, ATTIVA; impegnata col progetto di liberazione, con la costruzione dell`altro mondo possibile basato sulla conformazione di nuove soggettività, antagoniche al pensiero del sistema capitalista.

La repressione negli anni 70, l`impunità degli `80, l`esclusione dei `90.

Sin dal 24 marzo 1976 il nostro paese è stato sottomesso ad una nuova fase della trasformazione del capitalismo transnazionale e ha sofferto una profonda ristrutturazione delle relazioni economiche e sociali (il processo di privatizzazione e vendita delle nostre risorse; il debito estero; apertura dell`economia e chiusura dell PMI; leggi di precarità del lavoro; impunità per i genocidi di ieri e di oggi; distruzione dei sindacati, ecc.) che causarono un brutale divario economico, sociale e culturale, il cui sviluppo e continuità hanno generato il più selvaggio concentramento delle ricchezze e un processo di esclusione senza precedenti.

La strategia politica dell`impunità concepita dalle forze del sistema in beneficio degli ideatori ed essecutori di questo primo piano criminale, è una componente strutturale del modello di dominazione stabilito negli anni `80 sotto le “Democrazie controllate” ed ha servito come strumento non solo per il mancato castigo ai genocidi ma anche per tentare di imporre, nel più profondo della coscienza popolare il suo vero senso culturale: che il potere egemonico è “invulnerabile” ed è imposibile generare alternative e pericoloso osare a tentarlo.

La storia recente

Il condizionato arrivo di Kirchner al governo ha significato, obiettivamente, un chiaro indebolire del livello di consenso pasivo ottenuto in occasioni precedenti (Alfonsín, Menem, Alianza). Aperto il nuovo scenario, le classi dirigenti si sforzano per presentare al governo come la “rinnovazione” della vecchia macchina neoliberale che ha consumato il “lavoro sporco” nel nosotro paese.

In questo campo tentano di sopradimensionare l`impatto di alcuni interventi parziali adottate su tematiche molto care al sentimento popolare (Diritti Umani, Giustizia, integrazione regionale e altre), ma l`ostinazione dei fatti danno cifre e realtà che dimostrano che la ruttura coi modelli politici neoliberali è assai lontana. Si afferma invece una linea di “continuità” di quello che già conosciamo:

1) continuare utilizzando lo Stato argentino come strumento di gestione al servizio dei profitti dei gruppi transnazionali concentrati; 2) l`imposizione di una pressione fiscale molto alta; 3) calo della spesa pubblica assieme al mancato aumento reale dei salari e pensioni; 4) l`ampiamento della precarità del lavoro e la disoccupazione; 5) pagamento del “debito estero illegitimo e illegale”.

In conclusione, incassare “per la corona”, preservare il tasso di profitto dei ricchi, agiustare sempre, reprimere e giudizalizzare la rebellione popolare e ricreare il controllo sociale sono i pillastri sui quali si basano il ruolo e la politica reale dell`attuale governo.

Nella nostra regione, lo Stato, sia Provinciale che Comunale, è stato un attore protagonico per portare avanti questo progetto di natura regressiva. Attualmente si approfondisce il modello di acumulazione basato sull`estrazione ed esportazione di risorse naturali che ha come conseguenza il concentramento delle ricchezze (terre, profitti), l`inquinamento ambientale, innondazioni, giudizalizzazione della protesta sociale, denutrizione, sovrasfruttamento. La priorità per lo Stato è quella di garantire i tass dei profitti per le grandi ditte attraverso mega-opere di insfrastruttura come il “Plan Circunvalar”; l`Idrovia Paraná-Paraguay; leggi che le esentono di tasse.

Entrambi i governi condotti dal PS (Partito Socialista) dimostrano che lontani da rappresentare una alternativa al sistema, costituiscono la nuova Alleanza della destra “modernizzata e plurale” che tante personalità nostalgiche del Partito militare richiamano.

Cosa facciamo? Unire lo spirito di ribellione, organizzare la resistenza

L`attuale crisi mondiale dismotra que sotto al perversa logica del capitalismo non esiste soluzione per garantire la vita di tutti e tutte. Un sistema basato sull`individualismo, la concorrenza e la violenza sistematica su quelli che meno hanno non è in grado di risolvere i problemi strautturali del pianeta.

Davant a questa situazione, la “Casa de la Memoria” è stata e continua ad essere uno spazio aperto all`espressione delle diverse lotte e resistenze generate nell`ultima decada in risposta all`offensiva neoliberale.

Così, si è costituita una “casa” che vuole articolare gli opressi; in essa partecipiamo organismi dei Diritti Umani (Liga Argentina por los Derechos del Hombre), studenti universitari, organizzazioni sociali e politiche. Come parte del movimento popolare atomizzato e fragmentato dobbiamo assumere la grande sfida di provare che siamo capaci di contribuire nell`articolare lo spirito di ribellione e caminare verso la conformazione di un nuovo progetto politico che organizzi la speranza di millioni di opressi. Il nostro apporte militante sostanziale sarà quello di contribuire alla creazione di un nuovo paradigma popolare e rivoluzionario basato sulle nuove premesse ideologiche democratiche e organizzative che sostengano la ruttura col l`ordine capitalista dominante: UN NUOVO POTERE, DEL POPOLO, SENZA SFRUTTATORI NE SFRUTTATI, CON DEGNITÀ LIBERATRICE E AUTENTICA SOBERANIA.

Anuncios

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión / Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión / Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión / Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión / Cambiar )

Conectando a %s

A %d blogueros les gusta esto: